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La foresta è un luogo in cui è facile perdersi, uno straniamento necessario ad una nuova ricerca, un topos con cui confrontarsi, farci i conti, farsi male. 

La pubblicazione nasce come spazio di studio e narrazione, ad ogni numero verranno invitati artisti che potranno scrivere senza filtri e censure di sorta, critici, menti pensanti: parola, disegno, fotografia, progetto, pittura, algoritmi, migrazioni aliene, ecc. ecc.

Un punto di riferimento per una lettura non allineata, per una visione affrancata da una logica inserzionista; le dodici pagine de La Foresta non ospiteranno nessun tipo di pubblicità, nessun tipo di ammiccamento marchettaro, nessuna tacita prostituzione. Il sesso va fatto senza controllo, con la necessità di provare piacere, un piacere condiviso, tattile, un piacere da annusare.

La foresta è un luogo autonomo di dispersione e ricomposizione, groviglio denuclearizzato, dove non si viene imboccati e nemmeno presi per mano. È un luogo traumatico, con tutte le conseguenze dei luoghi traumatici, alterazioni comprese.

Non abbiamo nulla da dire se non ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

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